E' già da qualche tempo che i nostri fascisti si fan vedere poco e sempre
più tristi, hanno capito forse, se non son proprio tonti, che sta arrivare
la resa dei conti.
Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia per conquistare la pace, per
liberare l'Italia; scendiamo giù dai monti a colpi di fucile; evviva i partigiani!
E' festa d'Aprile.
Nera camicia nera, che noi abbiam lavata, non sei di marca buona, ti sei ritirata;
si sa, la moda cambia quasi ogni mese, ora per il fascista s'addice il borghese.
Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia...
Quando un repubblichino omaggia un germano alza il braccio destro al saluto
romano. ma se per caso incontra partigiani per salutare alza entrambe le mani.
Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia...
In queste settimane, miei cari tedeschi, maturano le nespole persino sui peschi;
l'amato Duce e il Fuhrer ci davano per morti ma noi partigiani siam sempre risorti.
Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia...
Ma è già da qualche tempo che i nostri fascisti si fan vedere spesso, e non
certo tristi; forse non han capito, e sono proprio tonti, che sta per arrivare
la resa dei conti.
Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia...
Canzone composta da Sergio Liberovici e Franco Antonicelli, elaborando i testi
degli stornelli che venivano mandati in onda dall'emittente partigiana Radio Libertà
(che trasmetteva da Sala Biellese).
Ultimo aggiornamento:
01.05.2012
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